Il delitto perfetto: remake di un’utopia


 

Vedi alla D di Delitto

 

Il delitto perfetto è un’espediente narrativo trattato da abili scrittori di gialli e thriller, ma anche da registi e sceneggiatori ispirati. Esso è però anche un’utopia: chiunque ci si sia confrontato, alla fine, ha dovuto ammettere che il delitto perfetto non esiste; ci sarà sempre una svista da parte dell’assassino, un’illuminazione da parte di un investigatore, una briciola che manderà a monte il piano. Perfino Edgar Allan Poe, il padre della letteratura thriller, si è confrontato con il delitto perfetto in uno dei suoi racconti (se la memoria non m’inganna dovrebbe essere I delitti della Rue Morgue) ma anche per lui il caso ha preteso la sua tassa e l’assassino è stato scoperto.

Nel 1998 Andrew Devis dirige Il delitto perfetto basato sul soggetto di Frederick Knott e sulla sceneggiatura di Patrick Smith Kelly, remake dell’omonimo (almeno in Italia) e bellissimo film diretto nel 1954 da sua grandezza cinematografica Alfred Hitchcock.



In questo film c’è una coppia invischiata in una relazione ormai diventata tossica. Steven Taylor (Michael Douglas) è un agente di finanza coinvolto in un progetto dai tanti zeri e divide la sua agiata vita con la moglie Emily (Gwyneth Paltrow), interprete presso l’ONU, che però gli mette sontuosamente le corna con un pittore spiantato di nome David (Viggo Mortensen). Steven è un odioso e arrogante culture dell’ego, in pieno stile american dream (e infatti è interpretato da Michael Douglas. Ma ha interpretato anche parti diverse da questa?), che impone a Emily un regime fatto di commenti, sguardi e imposizioni velate dal quale quest’ultima vorrebbe sottrarsi. Manco a dirlo, David è tutto amore e buoni sentimenti. Tra le tante pessime qualità di Steven, non c’è però lo stupidità infatti si accorge della tresca e si confronta con David offrendogli mezzo milione di dollari per togliersi di mezzo togliere di mezzo la moglie sfruttando un piano perfetto che lui stesso ha escogitato.

Ovviamente, però, non tutto andrà secondo i piani.



A volte mi piace recuperare film vecchi come Il delitto perfetto di Devis per come affrontano alcuni argomenti in modo essenziale e senza tutti i fronzoli e le storture narrative che mettono oggi in molti thriller. Il film non è un capolavoro ma ha un bel ritmo, una bella sceneggiatura solida ed è interpretato molto bene da tutti gli attori: a partire da Michael Douglas che questi personaggi ce li ha quasi cuciti addosso, Viggo Mortensen mi è piaciuto molto nella parte del pittore sentimentale e maledetto e anche Gwyneth Paltrow se l’è cavata bene nel personaggio che forse era il più complicato da mettere in scena.

Altro motivo per recuperare e rivedere questi film è che dopo tanti anni colgo dei particolari diversi e spesso mi accorgo di aver ricordato uno specifico film per le scene peggiori o per i motivi più insulsi quando invece c’era dell’altro che non avevo notato.

E per ora è tutto gente, buona vita

Commenti

  1. Bravo, concordo con te. E' un buon film e i tre attori protagonisti sono esemplari. Mi manca un po' il cinema americano anni '90. Poi chiaro che non si può fare il confronto con il "delitto perfetto" originario.

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  2. Hi, welcome on Pulp Standoff. Thanks for compliment. I'll take a look on your blog soon.

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  3. Beh, provarono a reinventare un giallo, comunque non male con questo trittico: lei icona anni '90, lui anni '80 (e appunto non per niente fa il ruolo che dici),Viggo era sfuggente ma talentuoso.

    Moz-

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    1. Eh si, durante i novanta lei ha lavorato tanto

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