[PLAYLIST] I LED ZEPPELIN E LO SCHERZO DI PIOMBO




E che scherzo! 


Estate del 1968. Regno Unito. Il manager di una famosissima band inglese intercetta la conversazione tra i musicisti Keith Moon e John Entwistle: entrambi sono convinti che una superband formata da loro stessi insieme a Jeff Beck e al talentuoso Jimmy Page avrebbe avuto le stesse probabilità di successo che avrebbe avuto un dirigibile di piombo di prendere il volo. Il manager fa la spia a Jimmy Page ripetendo la parola lead zeppelin (dirigibile di piombo) e Page la archivia come un cattivo scherzo citando l’adagio popolare un cattivo scherzo sale come un palloncino di piombo.

Eppure quella parola gli rimane in testa e – causa qualche piccolo problema di pronuncia – si trasforma in Led Zeppelin.

Estate del 1969. Sud della California. C’è Nixon alla Casa Bianca, in Vietnam vengono commessi tremendi genocidi, Charles Manson terrorizza la società per bene con le sue bande di hippies invasati. Sono tempi stregati. E’ il clima che circonda il terzo tour di una band inglese che da un anno sta conquistando le classifiche musicali: i Led Zeppelin. Intorno a loro si è creata un’aura di mistero e di sospetto: a potentissime esibizioni sul palco seguono sfrenate feste negli hotel a base di droghe, alcool e sesso. Le groupie raccontano eventi a dir poco preoccupanti. Si parla di umori femminili bevuti per amplificare gli amplessi, rituali demoniaci per scopare tutta la notte, ragazze immerse in vasche piene di fagioli bollenti prima del rapporto e cene a base di ragazze appena scopate con lanci di ossa e frattaglie dalle finestre degli hotel.

I Led Zeppelin sono assatanati. Anzi, hanno fatto un patto con Satana: anima in cambio di successo.

Oggi questo non sorprende nessuno e ci sarebbe da sghignazzare forte ma all’epoca c’era chi ci credeva veramente e non è che i quattro furboni inglesi abbiano poi fatto molto per abbattere questo mito. Al contrario, ci hanno messo il carico non negando mai di avere una certa passione per l’esoterico e il mistico, e per la figura di Aleister Crowley, celebre occultista britannico. Al ritorno dagli USA, Jimmy Page e Robert Plant, poi, hanno deciso di ritirarsi nella tenuta sperduta e lontanissima da ogni centro abitato denominata Bron-Y-Aur dove, secondo la storia, avrebbero concepito Stairway To Heaven. E infine la decisione di andare a registrare nella tenuta abbandonata di Headley Grange dove pare si aggirasse un grosso cane nero che nessuno riusciva ad acchiappare, dove John Bonham fece scavare un buco nella sala di registrazione per suonarci dentro la batteria e dove la notte si sentivano rumori, passi e sussurri, motivo per il quale la truppa se ne andava al crepuscolo ad eccezione di Robert Plant che invece ci dormiva come un pupo. 

Il cottage a Bron-Y-Aur



Tutto questo viene sublimato nel quarto album dei Led Zeppelin: il vero e proprio scherzo di piombo.

Datato 1971, il quarto album della band anglosassone è uno degli albi più iconici della storia del rock – ma anche di tutta la musica, eh! - ed è ammantato di un alone di mistero forse anche superiore rispetto a quello che la band avrebbe voluto ricevere.

Si parte dal titolo. Seguendo lo stile della band, l’album si intitolerebbe Led Zeppelin IV ma le scelte stilistiche della copertina e del libretto interno hanno generato le più svariate teorie. In primo luogo ogni componente della band scelse un simbolo alchemico che venne riportato in copertina 





E questo spinge molti a pensare che un altro possibile titolo dell’album sia Zoso, traslitterazione dei simboli che vedete qui sopra. Altri ancora invece identificano l’album con l’immagine suggestiva contenuta nel libretto interno: si tratta di un anziano eremita che regge una lanterna. Questo farebbe pensare a un significato misterioso nascosto tra le tracce dell’album e che verrebbe svelato dalla luce della lanterna. 


In realtà c’è una teoria, veramente più una suggestione, che identificherebbe Led Zeppelin IV come un album profetico e mistico, ispirato da forze demoniache e in grado di prevedere il futuro prossimo della band se non, addirittura, la prematura scomparsa del batterista John Bonham. Ma ci arriveremo.



L’album fu concepito nella spettrale residenza inglese di Headly Grange per volere sopratutto di Robert Plant e Jimmy Page che pensavano di sfruttare le atmosfere lugubri e l’acustica particolare delle stanza della villa per ottenere i suoni che volevano. Si compone di otto tracce alcune delle quali sono diventate negli anni brani rappresentativi della band e, in particolare, c’è n’è una che è la mia canzone preferita in assoluto. 




LATO A


L’album si apre con il pezzo Black Dog. Vi ricordate il cane nero di cui vi parlavo prima? Ecco: in realtà nel testo non si fa mai riferimento a un cane nero, è un classico brano rock con vari versi che trasmettono l’effetto che fa questo tipo di musica sul cantante insieme a varie frasi tipiche della cultura rock come le canoniche allusioni sessuali:

a big legged woman ain’t got no soul (questa mi ha fatto sempre ridere)

Si continua con Rock And Roll, altro brano ritmatissimo che parla di... rock e amore. Uno dei più conosciuti dei Led Zeppelin.

No, scusa, ma allora il mistero dov’è?

Eccoci arrivati. Terza traccia: The Battle of Evermore. Suggestioni fantasy, riferimenti a Le Nebbie di Avalon e una regina della luce che insieme a un principe della pace si prepara ad affrontare un dark lord che deve venire a fare delle rivelazioni. Per molti questo brano racconta la visita del Demonio a Page e Plant in cui fu ispirato loro questo album grazie alle rivelazioni che ricevettero nell’occasione. Il sound del brano, medievaleggiante, è più vicino alla musica folk che al canone zeppeliano.

Prima rivelazione. Stairway To Heaven, la quarta traccia. Un brano potentissimo che si divide in tre parti dal sound diverso partendo dal melodico, per arrivare al ritmato e poi virare sul rock tipico dei Led Zeppelin, ma è nel significato del testo la vera grandezza del testo. Si parla di una lady che è convinta che ogni cosa sia oro e compra una scala per raggiungere il paradiso, ma quando arriva lì si accorge che non tutto è come se lo aspettava e così scopre che talvolta le parole possono avere significati diversi. Inoltre qualche volta i desideri possono essere fraintesi e questa esperienza porta a una rivelazione: il pifferaio ci condurrà alla ragione se intoneremo tutti la melodia e un nuovo giorno sorgerà.

Seguendo la suggestione che circonda l’album questo dovrebbe essere il racconto di come il Demonio sia entrato nella mente di Page (che è la lady del testo) e gli abbia mostrato le rivelazioni sul suo futuro e sul mondo futuro se verrà accolto il suo messaggio. Il brano continua poi spiegando come si realizzerà questo mondo. 




LATO B


Misty Mountain Hop. In apparenza un brano che racconta la disavventura della band accaduta (forse) veramente mentre alcuni di loro fumavano erba in un parco. Avvicinati dalla polizia furono interrogati e trattenuti in centrale per un po’. In realtà il brano è centrato sulle Misty Mountain che Tolkien ha inventato per Lo Hobbit. Nell’universo creato dal maestro inglese queste montagne furono erette dal malvagio e potente Morgoth (signore del male ben più cazzuto del mite Sauron) per impedire al dio Orome di scorrazzare nella Terra di Mezzo. Anche in questo caso Page e Plant inseriscono l’intervento del male per contrastare il bene ricollegandosi ai temi di The Battle of Evermore e Stairway To Heaven.

Four Sticks. Il brano che ha reso John Bonham leggendario. Una buca nella cucina di Headley Grange dentro la quale viene calato Bonham con tutta la sua batteria e poi la decisione di creare un sound più duro e potente utilizzando due bacchette per ogni mano. Il brano parla di perdita e dolore e viene suonato da Bonham dentro una fossa: la leggenda è servita. Nove anni dopo Bonham muore a causa degli eccessi con alcool e droghe e questo diventerà anche il tema del brano che chiude l’album, ma abbiate pazienza.

Going To California. Brano che le fonti vorrebbero dedicato nientemeno che a Joni Mitchell nei confronti della quale tanto Page quanto Plant nutrivano un fortissimo rispetto artistico, nella nostra accezione surreale si tratterebbe invece di un brano che prevede il terremoto registrato in California nel febbraio del 1973, momento in cui i Led Zeppelin avrebbero dovuto essere lì per un tour promozionale.

Last but non least, When The Levee Breaks. Quando l’argine si rompe non hai alcun posto dove stare. Il pezzo che chiude l’album sarebbe il collegamento con la dipartita di John Bon Jonham anticipata in Four Sticks. Una vita di eccessi ha consumato la vita del batterista come un candela che brucia da entrambi i lati.

Da un lato, quindi, abbiamo una grande band che pubblica un gran bel quarto album alimentando ogni sorta di diceria faziosa sul proprio conto per creare un mito intorno a sé e al proprio lavoro; dall’altro la possibilità che i leader della band abbiano invocato il Principe delle Tenebre e stretto un accordo in cambio di un successo immediato. Tra le due, c’insegna Guglielmo da Occam, conviene scegliere la più verosimile anche se, qualunque sia la scelta, Led Zeppelin IV rimarrà nella storia come un grande album di una tra le più grandi band hard rock della storia della musica. 

Voi, comunque, a quale interpretazione siete portati a credere?

It's been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time...


E per ora è tutto gente, buona vita.

Commenti

  1. Ovviamente io credo alla versione verosimile. È solo genio da parte di una band storico (oh sai che non sapevo la storia del nome??).
    Stairway to heaven è una netwfora, ma non necessariamente dobbiamo mettere di mezzo il demonio, anzi..

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    1. Pensa che non ho voluto offendere le intelligenze reciproche citando quali parti del brano, se ascoltate al contrario, sarebbero un inno al demonio. Una volta ne ho parlato con un ingegnere del suono e uno psicologo di questo fatto e mi hanno spiegato come funziona il cervello in questo caso.

      Si pensi quello che si vuole: per me i Ledz sono una gran band e Stairway To Heaven è sul gradino più alto della mia classifica musicale di tutti i tempi.

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    2. ahah, ricordo questo aneddoto, così come quelli di altri cantanti, dai Queen agli Europe..pure Zucchero :D

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    3. Anche Mina viene annoverata tra le cantanti "sataniche"

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  2. Ah, la lista delle "band sataniche" è infinita! Parte da Chuck Berry e finisce... no aspetta: non finisce mai! :-D
    Che un paio di membri degli Zeps fossero molto interessati a certe tematiche non è un mistero; ma tra esserne interessati e fare messe nere ce ne passa! :)
    Condivido con te l'amore per questo grandissimo album e per questa immensa band e ho apprezzato moltissimo il tuo scritto.

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    1. Mi fa piacere. Ho letto molto sul mondo dei Led Zeppelin e sui retroscena delle band. Adesso mi piace anche scriverne ;-)

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  3. Bellissima analisi di un grandissimo album. Beh.. che abbiano fatto o meno un patto col demonio, siano benedetti i Led Zeppelin!

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