OUTSIDE THE WIRE: SCI-FI POSTICCIO

 




COME IL PANE DURO


La saggezza culinaria popolare delle mie parti vuole che non si butti mai via niente e per questo motivo anche quando ti rimane del pane vecchio e duro puoi sempre utilizzarlo macinandolo in pan grattato oppure ammorbidirlo nella salsa di pomodoro.

Il film Outside The Wire del 2021 è proprio come il pane duro, con la differenza che a buttarlo via non mi faccio troppe remore vista la fattura del prodotto. La fantascienza sugli schermi non riesce a smarcarsi da due poli opposti: da un lato i capolavori autoriali come 2001, Odissea nello spazio, Solaris, Stalker, Alien e altri, dall’altro le ciofeche bestiali come Minority Report, Lucy e, da oggi Outside The Wire.

Perché sono così duro con questo film? Perché adoro la fantascienza vecchio stampo e la cosa che mi fa più imbestialire è quando hai tra le mani una bella storia di fantascienza e invece di scritturare gente che sa fare il suo mestiere e che la sa trattare, affidi il progetto a chi vuole fare un prodotto per scucire qualche soldo in più al pubblico generalista, che di fantascienza non capisce una mazza anche se dice di amarla e che in virtù di questo rompe le balle da anni con i vari Gravity, Interstellar e The Martian.

Che poi, diciamolo, questi ultimi sono anche dei gran bei film, ma stanno alla fantascienza come I Promessi Sposi di Marchesini, Solenghi e Lopez stanno al romanzo di Alessandro Manzoni. Divertono, meravigliano e intrattengono ma la ciccia sta da un’altra parte.

A questo punto, per quelli che sono rimasti e che non si sono mortalmente offesi, parliamo di Outside The Wire.




Si tratta di una produzione americano-ungherese del 2021 affidata alla regia dello svedese Mikael Håfström (Il rito, 1408) con Anthony Mackie che sfrutta al meglio il lancio professionale della Marvel ma sceglie male i film in cui apparire.

Nel 2036 scoppia una guerra civile in Ucraina tra fazioni nazionalpopolari e occupanti filo-russi. I primi combattono con quello che riescono a trovare sul mercato nero, sono guidati dal pericolosissimo signore della guerra Victor Koval e vengono considerati alla stregua di terroristi e combattuti dalle forze di pace dispiegate dagli USA. Il soldato statunitense Harp contravviene agli ordini del suo superiore e viene affidato al reparto d’assalto del capitano Leo (Mackie) che opera dietro le linee nemiche in missioni di infiltrazione, sabotaggio e ricerca. I due dovranno scovare e catturare Koval.




Outside The Wire ha un grosso problema causato dalla quantità di cose inserite a forza all’interno della storia. La fantascienza è solo il pretesto per raccontare le ipocrisie della guerra, gli ideali della resistenza armata, le missioni di pace che si trasformano in occupazioni armate e gli equilibri di potere che si creano con la forza delle armi.
Sullo sfondo, la sofferenza del popolo ucraino che però viene considerata solo per una ventina di minuti poi si passa al dramma bellico e l’attenzione viene catalizzata dal personaggio di Leo.

Con un volo pindarico meno sorprendente del titolo Afa da record nei notiziari estivi, la trama fa una capriola decisa e ci fa scoprire un grande segreto che aleggia intorno a Leo e ciò che muove le sue intenzioni. E se a questo punto avrete capito come sarà il finale è normale, non preoccupatevi, perché l'ovvietà è l’altra pietra tombale per questo film.

Però siamo stati avvertiti perché il film inizia con la più classica tra le dinamiche scontate per un film di guerra: il soldato Harp che non rispetta un ordine e viene declassato.

Quante centinaia di film sulla guerra si devono ancora basare su questo vecchio cliché?

In definitiva per Outside The Wire io dico un no grande come lo sbadiglio che ho fatto a metà film. Se questo è il modo di trasporre la fantascienza sul grande schermo forse è meglio che chi ha lavorato a questo film si dedicasse ad altro. Magari a leggere un romanzo di fantascienza, così giusto per farsi un’idea.



Voti:

Storia: 4
Personaggi: 5
Tematica: 4.5
Effetto Sorpresa: 2
Tecnica: 6.5

Media: 4.4




E per ora è tutto gente, buona vita

Commenti

  1. Anche solo accostare Interstellar a Gravity, però, mi ha fatto male..😔

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    1. E' un periodo in cui non faccio prigionieri

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  2. A proposito: ho provato a vederne un pezzo. Fino al primo ridicolo scontro con i ribelli. E devo dire che riuscire a far prigioniera la tua attenzione fino alla fine contravviene ai tuoi principi.. ;)

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